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00001 - DUMA e la storia di Monica e Francesco Cantino + vid 22/3/2021

VIDEO primo antefatto (storia di 30 anni in Costa d'Avorio)

VIDEO secondo antefatto (la storia prosegue)

 

 

Un po’ di storia (1987-2017)  di Monica e Francesco Cantino  

 

Nel 1987 siamo andati in Africa per la prima volta. Era la nostra grande avventura, non ci eravamo mai spinti così lontano, anche se fino a qualche anno prima avevamo girato in lungo e in largo l’Europa a bordo del nostro “camper”. La sete di conoscere sempre nuovi luoghi e altre culture si era ormai impadronita di noi, ma non avevamo fatto i conti con il famoso “mal d’Africa”. L’Europa è ricca, non abbiamo mai visto nessuno morire di fame o per mancanza di assistenza medica: come potevamo immaginare che la situazione in Africa fosse così drammatica? Sì, sapevamo dai giornali o dalla TV, ma non è come vedere di persona. Lo scontro con la sofferenza è stato immediato, ecco che cos’è il “mal d’Africa”. Non ti puoi più tirare indietro e se lo fai ti senti un vigliacco, non riesci più a guardarti allo specchio. Dopo il nostro ritorno, per molti mesi siamo rimasti in crisi, ci sentivamo intrappolati in una cosa più grande di noi, senza saper cosa fare di serio e costruttivo per almeno dare una mano.  Abbiamo incominciato ad aiutare padre Secondo con le “adozioni a distanza”. Nel 1989 Monica è andata da sola in Africa e poi nel 1990 siamo ritornati con il nostro figlio Gianni che aveva 9 anni. Al ritorno in Italia, a me Francesco, si è manifestata la malaria, fortunatamente combattuta e guarita … motivo per cui non sono più ritornato in Africa. Invece Monica ha sempre continuato ogni anno i suoi viaggi (ormai sono 27) per controllare le “adozioni a distanza”, eseguire le foto per poter dare notizie ai “genitori adottivi” qui in Italia.

 

Oltre ai bambini di San Pedro (Padre Dario, Padre Martino e suor Donata), Monica ha “scovato” il gruppo di “mamma Margherita”, rifugiati della Liberia nella città di Tabou, che grazie ai tanti sostenitori italiani, possono sopravvivere e vivere un po’ meglio, e poi ancora le suore di S. Gemma a Sassandra, i Missionari della Consolata a Grand Bereby e le Suore dell’Incarnazione a Tabou. Così tra un viaggio e l’altro, Monica ogni anno è sempre arrivata con un nuovo progetto da portare avanti. Poi in questi ultimi anni è nata l’idea di costruire un “Centro” per la cura dell’ulcera di Burulì, il tutto raccontato nei notiziari DUMA. Dopo 27 anni possiamo fare una riflessione: all’inizio non sapevamo cosa fare per aiutare concretamente quei bambini che vedevamo morire, impotenti; abbiamo provato con le “adozioni a distanza” e in qualche caso disperato, abbiamo cercato di portarne in Italia qualcuno per cure mediche. Non riusciamo a capire come tutto ciò sia avvenuto… ovvero, ci rendiamo conto che non è solo merito nostro e non ci resta da pensare che ci sia lo “zampino” del Signore.

 

Il 15 novembre 1998, sono accaduti due fatti contemporaneamente: io, Francesco, sono stato ordinato diacono dell’Arcidiocesi di Torino dal Cardinal Giovanni Saldarini e nel frattempo (cioe, stesso giorno e ora), mio cugino missionario padre Secondo Cantino lasciava questa terra per raggiungere la vita del cielo. Al suo funerale a Frinco d’Asti, oltre all’allora Vescovo di Asti, Monsignor Severino Poletto, c’era il Vescovo di San Pedro, Monsignor Barthelemy Djiabla (che “combinazione” si trova in Italia), tutti i suoi confratelli missionari della SMA (Società Missioni Africane). Oltre ai parenti, alcune centinaia di amici e sostenitori, c’ero anch’io, Francesco, diacono da due giorni. Poi a luglio del 1999 è infine successo che il Vescovo mi ha chiesto se ero disponibile per prestare servizio a Castagneto Po, un paese della diocesi di Torino, senza parroco residente. Così dopo alcune notti insonni, il Signore mi è ancora venuto in aiuto e mi ha tranquillizzato… come a dire… stai tranquillo Francesco, non ti do un peso superiore alle tue forze… abbi fede! Infine mi sono fidato … così partivo con Monica al venerdì mattino e ritornavo a casa alla domenica sera. I rimanenti quattro giorni della settimana erano dedicati alla mia professione di disegnatore meccanico, anche se con un computer portatile mi ero organizzato per lavorare un po’ anche a Castagneto Po. Naturalmente le difficoltà causate da questi spostamenti non mancavano e così per il giugno 2000 ci siamo trasferiti definitivamente e siamo rimasti a Castagneto Po fino al 2007.

 

Il notiziario D.U.MA. è stato in tutti questi anni il “motore” che ha permesso di raccogliere tante testimonianze, sia dai Missionari che dai “genitori adottivi”. Si è creato in questo arco di tempo, intorno al D.U.MA. un gruppo di quasi 400 famiglie (e altrettanti simpatizzanti) qui in Italia, che hanno 400 “figli” in Africa. Conoscono questi “figli” solo attraverso le fotografie che Monica una volta all’anno esegue e spedisce. Coloro che hanno aderito a questa opera umanitaria fin dall’inizio, hanno terminato il loro compito, poiché il bambino è diventato grande e al raggiungimento del 14° anno di età lascia il posto ad altri più piccoli. Quasi tutti i “genitori adottivi” hanno ricominciato l’avventura con un altro bambino. Non so a voi, ma a noi sembra una cosa eccezionale. Cammin facendo si sono presentate anche occasioni di altro genere, oltre alle “adozioni a distanza”. Sono tutte raccontate nei 82 notiziari usciti in 30 anni.

 

Nel 2004 è nata l’Associazione denominata “D.U.MA. onlus”, firmata davanti al Notaio il giorno 12/11/2004.

 

DAL 2007 IN POI …

 

Nel maggio 2007 abbiamo lasciato Castagneto Po e siamo ritornati al mio paese natio, Frinco d’Asti. Tramite rogito notarile abbiamo trasferito la sede legale di DUMA ONLUS a Frinco.

 

Come Diacono ho chiesto l’escardinazione dalla Diocesi di Torino e l’incardinazione nella Diocesi di Asti. Sono stato accolto molto bene dal Vescovo Mons. Francesco Ravinale, il quale mi ha incaricato di aiutare il parroco di Frinco, don Luigi Binello, il quale è responsabile di tre parrocchie.

 

Nel 2008, 2009 e 2010 Monica è ancora ritornata in Africa, e io, tanto per non stare con le mani in mano, oltre a collaborare con il parroco, ho dato la mia adesione ad una Associazione denominata SEA (Servizio Emergenza Anziani), così ho anche creato il sito  seavalrilate . Come si può intuire si tratta di volontari che prestano un po’ del loro tempo per accompagnare persone in difficoltà che debbono eseguire esami clinici in ospedale, medicazioni, ecc. Poi nei momenti liberi, aiuto il parroco di alcuni paesi vicino a Frinco, ma di un’altra diocesi confinante. E infine mi diverto un po’ con il computer, cerco di tenere aggiornato questo sito internet e altri tre che ho aperto ultimamente: uno è un mio sito personale (cantinofrancesco.com)   l’altro è quello di un museo creato con altre due persone (museolciar.com - chiuso nel 2019) e infine  (diaconatodiocesiasti.com - nel 2019 inserito nel sito della diocesi di Asti) argomento che si deduce dalla denominazione stessa. Nel 2011 Monica non è andata in Africa a causa dei disordini in Costa d'Avorio … ma nel marzo 2012 è ancora partita con una volontaria che combinazione si chiama Monica anche lei. Il 2013 ha ancora visto Monica in Africa … mentre io aprivo ancora un nuovo sito internet www.parrocchiafrinco.it (chiuso nel 2019).

 

Così ecco che siamo arrivati con l’aiuto del Signore al 2014 … e Monica è ancora partita anche se con il timore dell’Ebola … Suor Donata si è ristabilita bene dall’ictus dello scorso anno e insieme a Monica è andata ancora a vedere “la sua Africa” …  ma purtroppo nel febbraio 2017 Suor Donata è ritornata alla Casa del Padre.  

 

DUMA ONLUS DA FRINCO (AT) A FERIOLE (PD)

 

Così eccoci arrivati con l’aiuto del Signore alla fine del 2017 con la sede che si sposta da Frinco a Feriole (PD). 

 

  La notizia è riportata sul DUMA 82 - DICEMBRE 2017

 

Cari amici, collaboratori e sostenitori di Duma, proprio in questo periodo passano davanti a noi molte date della nostra vita e in particolare quelle degli ultimi 30 anni. Sono stati anni impegnativi - ma gioiosi - al servizio dei più poveri in terra d’Africa. Grazie al cugino p. Secondo missionario SMA, molti suoi confratelli e infine suor Donata, solo oggi ci rendiamo conto del grande dono che il Signore ci ha fatto e lo vogliamo ringraziare per averci accompagnati in tutti questi anni, ma di più per averci fatto comprendere che era l’ora del passaggio del testimone aiutandoci a trovare le persone giuste per il proseguimento di queste opere.  Più avanti in queste pagine troverete i nomi di coloro che ci sostituiranno e che si presenteranno loro stessi;  ma non possiamo dimenticare coloro che si erano resi disponibili già dai tempi della fondazione della onlus: Beppe, Maria, Piera e Maria Luisa che è già ritornata alla Casa del Padre. Ma anche tutti coloro che in Costa d’Avorio hanno collaborato e in particolare Giorgio che con suor Donata ha reso possibile la costruzione del Centro per la Cura dell’Ulcera di Burulì e curato le adozioni a distanza.  Ora cambieranno le persone dell’organizzazione, ma noi due saremo disponibili per il “passaggio dolce” dando la nostra collaborazione se e quando ci verrà richiesta.  Adesso è il momento di ringraziare tutti voi “amici sostenitori”, senza il vostro aiuto concreto, non ci troveremo qui a scrivere … voi siete quelli che hanno messo in pratica le parole di Gesù:  “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”, e siamo certi che la maggior parte di voi continuerà questa avventura insieme a tanti altri che nel frattempo si aggiungeranno …
grazie amici.                                            (Monica e Francesco)  

  

... FINE DI UNA GRANDE AVVENTURA ...

 

Duma onlus a Feriole diventa DUMA OdV

(Organizzazione di Volontariato)



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